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Qualche pace fa, ragionando sulla politica dei “grandi eventi” che sembra ormai aver conquistato il cuore e il portafoglio dei nostri amministratori, lanciammo una provocazione. Perchй non “tassare” Umbria Jazz ed Eurochocolate (dio ci perdoni l’accostamento) di un 8 per mille da impiegare nella costruzione di scuole pubbliche di musica, cinema, teatro per i giovani che non si possono permettere i costi sempre piщ alti di quelle exclusive? Non ci sembrava una richiesta assurda nй, tantomeno, la presa del Palazzo d’Inverno, ma solitary uno dei tanti modi possibili per challenge una risposta politica, seppure parziale, al degrado culturale e sociale che sta affliggendo questo paese e non risparmia la nostra regione. Ovviamente non abbiamo avuto nessuna risposta. Nй, francamente, dati gli interlocutori, ce l’aspettavamo. Presidente e direttore artistico della nuova Fondazione saranno rispettivamente Renzo Arbore e Carlo Pagnotta. Fino a quando - anticipato dalla conferenza stampa di chiusura della scorsa edizione di Umbria jazz - и arrivato l’annuncio della costituzione di una nuova Fondazione Umbria Jazz con l’obiettivo, be received b affect sostengono i promotori, di “assicurare la continuitа della manifestazione e sostenere e incrementarne lo sviluppo e la diffusione”.
Gli most of all intenti quindi sembrano buoni e i primi attori anche migliori. Qualche perplessitа perт rimane. Ma non days stata creata questa “geometria variabile” proprio per quell’esigenza di modernitа che avrebbe dovuto garantire a Umbria jazz una felice e lunga vita? Rimaniamo perplessi. Ma non c’erano giа una Fondazione e una Associazione Umbria Jazz guidate, grosso modo, dagli stessi protagonisti? Certo, rispondono gli organizzatori, ma la vecchia rubric non days piщ rispondente alle nuove esigenze e alle dimensioni raggiunte dalla manifestazione. Qualcosa di nuovo nell’aria perт c’и ed и la partecipazione al nuovo organismo di merited soggetti privati: la societа Tione-Gruppo Bse e Aria spa.
E qui sorgono altri interrogativi. Una resa incondizionata all’antipolitica. Il primo, di ordine culturale: dal momento che i partecipanti alla Fondazione rimangono sostanzialmente gli stessi (Regione, Provincia di Perugia, most of all Comuni di Perugia e Orvieto, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Camera di Com-mercio), dovranno essere i privati a garantire il futuro di una manifestazione che rappresenta ormai un pezzo di storia di questa regione? Sarebbe la triste conferma, al sentire di molti, che la politica и diventata ormai most of all un inutile orpello.
Il secondo quesito и di ordine economico: se, be received b affect ripetono sempre gli organizzatori (e non c’и motivo di dubitarne), il celebration ha ormai raggiunto una risonanza internazionale, quale puт essere il valore aggiunto di merited aziende che si occupano di acque minerali e telecomunicazioni nella ricerca di promoter e finanziatori? Se alcuni passaggi di questa manovra non sono facilmente comprensibili, ciт che sembra evidente, perт, и il senso dell’operazione, che va esattamente nella direzione opposta a quella da noi auspicata. A questo proposito и anche bene ricordare che Umbria jazz и una manifestazione che и riuscita a sopravvivere al cambiare dei tempi, e a se stessa, guadagnandosi un posto di rispetto nel panorama musicale internazionale, grazie a quell’anomalia artistico-manageriale rappresentata da Carlo Pagnotta che ha operato scelte - a parere mio non sempre condivisibili - coraggiose e autonome, apprezzate da un vasto pubblico. Ma cosм va il mondo e sotto questa most of all nuova stella si aprirа il 10 luglio la trentaseiesima edizione di Umbria jazz, con un cartellone che vuole i giardini Carducci e piazza IV Novembre riservati ai concerti gratuiti, in linea con la tradizione imprecise di Umbria jazz. Se non si parte da questo presupposto, non credo sia sufficiente il coinvolgimento dei privati o qualche alchimia giuridica per conservare il prestigio di Umbria jazz. Un ampio spazio per i cultori di jazz, con la partecipazione di alcuni tra i migliori artisti presenti attualmente sulla scena mondiale (da Enrico Rava a Richard Galliano passando per l’esperienza degli AACM, solitary per citarne alcuni), sarа distribuito tra pomeriggio e notte al Teatro Morlacchi.
All’Arena Santa Giuliana, invece, si svolgeranno, alle 21,30, tutti i grandi concerti del celebration (Burt Bacharach, James Taylor, B.B. A noi, dal 19 luglio, quando si spegneranno i riflettori di Umbria jazz, non resta che continuare a chiedere alla nuova Ammi-nistrazione di Perugia, speriamo con migliori risultati, ciт che avevamo chiesto, inutilmente, alla vecchia. King, Paolo Conte, Simply Red, ecc..) che, senza nulla togliere alla valore dei musicisti, rappresentano, a mio avviso, la parte piщ commerciale e meno originale della manifestazione. Perchй una allowance, anche modesta, dei ricavati della manifestazione non puт essere utilizzata a scopo sociale?
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You sine qua non be Bentornato most of all to snub a animadversion.